BREVE STORIA DEL SANTUARIO DELL'ADDOLORATA DI CASTELPETROSO

22 Marzo 1888: La Madonna Addolorata (con Gesù morto) appare la prima volta. Prime veggenti: Bibbiana e Serafina.
26 Settembre 1888: Apparizione al Vescovo della Diocesi, Mons. Francesco Palmieri Macarone.
Novembre 1888: Apparizione a Carlo Acquaderni di Bologna e al figlio Augusto, che viene guarito dalla sua malattia.
28 Settembre 1890: I pietra del Santuario, progettato un stile neogotico da Francesco Gualandi di Bologna.
21 Settembre 1975: Consacrazione del Santuario da parte di Mons. Alberto Carinci, Vescovo Diocesano.
Ottobre 1993: Venuta dei Francescani dell'Immacolata (frati e suore) che sono gli attuali custodi del Santuario.
19 Settembre 1995: Visita del Papa Giovanni Paolo II.

 

22 marzo 1888: una semplice contadina, Bibbiana Cicchino, trentacinquenne, ha perso un agnellino e lo sta cercando. Attirata da una luce che proveniva da una grotta si trova davanti alla SS.ma Vergine che le appare seminginocchiata, a braccia allargate e gli occhi al cielo, come chi implora e offre: ai suoi piedi, Gesù morto e coperto di sangue, di lividure e di piaghe. Al fianco di Bibbiana c'è Serafina Valentino, un'amica, che però non vede nulla. Questo avviene a Cesa tra Santi, quattro case nel comune di Castelpetroso (IS). Il 1° aprile 1888 è Pasqua e la visione, identica a quella del 22 marzo, si ripete anche per Serafina: la Madonna non parla, non lascia messaggi. Senza parlare, Lei che nel silenzio ha dato voce alla Parola Eterna, ripete la verità, sempre ribadita dalla Chiesa, che non c'è salvezza per nessuno senza accettare la volontà del Padre e senza unirsi al sacrificio di Cristo.

Erano passati solo due anni dalle apparizioni (1888) quando si pose la prima pietra di questo santuario. Progettato dall'architetto F. Gualandi di Bologna venne realizzato quasi un secolo dopo, negli anni '70 del '900. Eretto in stile neogotico colpisce per il suo candore: trionfo della bianca pietra locale tagliata a mano. La cupola maestosa s'innalza per 54 metri; più basse le splendide torri campanarie che inglobano la facciata tripartita dai pilastri svettanti in agili guglie. I tre portali si coronano di mosaici nelle lunette e sono sovrastate da finestroni che nel timpano si ornano di rosoni lobati sui quali svettano i triangoli acuti coronati. Tale modulo si ripete armoniosamente nelle celle campanarie, nei finestroni della cupola e nelle finestrelle della lanterna che la sovrasta. L'interno brilla nei mosaici del tamburo della cupola, che raffigurano 48 Santi: quelli più venerati nella Regione, gli Evangelisti e i Profeti. Dietro l'altare maggiore c'è l'immagine di Maria con Gesù morto e sanguinante come li videro le veggenti. Le altre sei cappelle sono ornate dalle tele di D. Trivisonno che ha illustrato i dolori di Maria.

Il Santo Padre

pellegrino al

Santuario dell'Addolorata

di Castelpetroso

Nullo Filatelico

                      

 

 

          
 


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