Agosto pescolano 2003

Iniziative a Pescopennataro
da "NUOVO oggi MOLISE"

(Testata giornalistica di Adolfo Terreri)

INTITOLAZIONE SALA CONSILIARE COMUNE DI PESCOPENNATARO
A EDMONDO FALCIONE

Dopo le motivazioni del sindaco che hanno portato alla determinazione dell’intitolazione della sala consiliare sono il meno indicato per descrivere la figura umana e sociale del compianto Edmondo Falcione, in quanto non ho avuto l’onore di conoscerlo da vicino ed in età maggiorenne.
Infatti nel 1960, quando ci fu la sua dipartita così tragica, qui nella sala consiliare attigua, avevo 15 anni e mi trovavo con i miei coetanei a giocare di nascosto a “tressette” con lo scherzo della “passatella”.

Il ricordo è molto vago.

Perciò, quando il sindaco di Pescopennataro, il prof. Sabatino Rosato, mi ha invitato a tracciare le linee della personalità di Edmondo Falcione ha avuto subito, con un brivido, un momento di perplessità, manifestando con reticenza l’inadeguatezza del mio intervento.

Ma dopo gli attimi plausibili di incertezza e le insistenze del sindaco, è subentrata in me la convinzione che, dovendo esserci comunque qualcuno, la scelta su di me, fortemente voluta, diventava un motivo di orgoglio pescolano.

Così ho raccolto le testimonianze di chi l’aveva conosciuto direttamente. Edmondo Falcione è nato il 04 maggio 1910 a Pescopennataro dove ha trascorso la sua infanzia e i primi anni della giovinezza.

Conseguendo la licenza elementare è stato subito inserito con i suoi fratelli Pasquale ed Ateo nell’Azienda familiare, dedicata all’edilizia, con incarico di assistente-operatore.

Nell’immediato dopoguerra la ditta Falcione a Pescopennataro ha costruito, a totale carico dello Stato, il 1°, 2° e 3° lotto di case popolari per senza tetto, questo fabbricato Comunale e la Caserma Forestale.

A Trivento, a Roccavivara, a Torella del Sannio ha realizzato edifici scolastici.

A Campobasso, oltre ad alcuni edifici scolastici, ha costruito con la ditta Litterio Ludovico e Nicola la casa di cura “Villa Maria”, con la Ditta Fornaro il Palazzo in via Cardarelli e per conto proprio il grande palazzo Falcione in piazza della Vittoria.

Altri lavori edilizi sono stati eseguiti ad Alfedena ed in tutto il territorio molisano.

Edmondo Falcione, lavorando nel comune di S. Elena Sannita in provincia di Campobasso, ha conosciuto la graziosa Diletta Cellurale, con la quale si è sposato giovanissimo, a 19 anni, l’8 apreile 1929, e da cui ha avuto quattro splendidi figlioli: tre femmine (Michelina, Maria e Clara) ed un maschio (Luigi), da noi conosciuto con il nome di gigino.

Come marito e padre è stato sempre affettuoso, impartendo, come era solito ai suoi tempi, un’educazione un po’ rigida, ma costruttiva ed esemplare.

Era di aspetto signorile e fisicamente longilineo, con carattere aperto, generoso, con il sorriso sul volto, pronto e sollecito ad adattarsi ad ogni forma di sacrificio con la sua amata e compianta Diletta, fedele compagna della sua vita.

Apparentemente severo, ma sostanzialmente umano e cordiale, dopo alcuni momenti di agitazione, immediatamente tornava ad essere calmo e paziente, riprendendo il suo solito umore allegro e scherzoso.
A lui piaceva stare in allegra compagnia e trascorrere con gli amici ore spensierate.
A chi gli chiedeva: “come stai?”, Edmondo rispondeva solitamente in dialetto: “pecchiate e dibbete!” e a chi gli chiedeva: “come va?” rispondeva: “tu sia’ quante pesa matese!”
Al termine della guerra ed inizio della ricostruzione del paese viaggiava con mezzi militari, i soli che esistevano.
Gli stessi, essendo poco efficienti, spesso accusavano guasti meccanici.
Egli, con ironia non si turbava e con il suo senso e saper fare riusciva a risolvere ogni inconveniente.
Si è sempre dimostrato disponibile a soddisfare la varie esigenze dei pescolani.
Per questo è stato sempre benvoluto ed amato non solo dai suoi cari ma da tutti i suoi paesani.
A giusto avviso l’intitolazione di questa sala consiliare, luogo e simbolo di convivenza democratica, rappresenta la degna riconoscenza dell’intera comunità pescolana ad Edmondo Falcione che ha dato la sua vita alla rinascita e suggestiva crescita di Pescopennataro, piccola realtà sociale che, pur scomparendo, ha tanto ancora da produrre ed offrire.

Lì, 20 agosto 2003

Prof. Angelomaria Di Tullio
 
PESCOPENNATARO – Recentemente i locali della casa municipale sono stati interessati da lavori di ristrutturazione. Nuovo look anche per la sala consiliare, resa più luminosa, con un arredo nuovo, quindi più accogliente. Detta sala con una cerimonia significativa dal sindaco Rosato è stata intitolata ad Edmondo Falcione, con la seguente motivazione: « E’ stato una figura rappresentativa non solo come Sindaco, ma ha svolto il ruolo importante di imprenditore, assicurando lavoro a molti concittadini, e contribuendo allo sviluppo sociale del paese nell’immediato dopoguerra ».
Sono stati momenti di commozione quando è stata scoperta la targa, e ancor più quando il primo cittadino con il suo discorso ha fatto rivivere il triste episodio di quella sera del 26/12/1960. Erano riuniti in Consiglio, ha detto, quando Edmondo colto improvvisamente da malore morì, ed in giovane età. Tutti ricordano che ci fu uno scompiglio generale man mano che la notizia si diffondeva in paese malgrado c’era la neve e faceva freddo qualcuno pur di prestare soccorso, con la famosa Giulietta andò a Sant’Angelo del Pesco per reperire un medico. I tentativi di rianimazione purtroppo furono inutili, e all’indomani venne allestita nella sala una camera ardente. A vegliare era la moglie Diletta mentre era continuo il via vai di persone che volevano rendere l’estremo saluto. E’ seguito poi l’intervento del prof. Angelomaria Di Tullio che ha evidenziato la sua generosità, cordialità, e bontà.
Adolfo Terreri