Inaugurazione
Mostra
fotografica 
"Pescopennataro"

Sala Consiliare, Agosto 2000

 

da sinistra: Anna Fagnani, Luigino Litterio, Mirella Laurenzi Presidente dell'AFF, Liviana Beruschi AFF, Sabatino Amato Sindaco del Comune e Bambina Di Renzo Presidente della Pro Loco.

Quando la Presidentessa della Pro Loco mi ha chiesto di presentare Pescopennataro, non nascondo che la prima reazione è stata di piacere e di onore, ma subito dopo un certo panico si è impossessato di me. Ho cominciato a vivere momenti di agitazione, perché soffro il contrasto tra il Pesco che ho nel cuore e quello che ho negli occhi. Quando, poi sono andato a rivedere il sito Internet che ci riguarda, alla lettura delle antiche e perché no, nobili origini, del nostro Paese, la mia tristezza si è intensificata.
Il motivo?
Ho pensato ai nostri antenati, alla loro laboriosità, al loro radicamento su queste vetuste rocce, alla loro compattezza, al loro spirito di sacrificio, alla loro capacità di sapersi accontentare, alla loro intelligenza creatrice che li ha portati a forgiare con le loro mani le loro case, le loro chiese, le loro fontane, tutti i loro servizi e strumenti di lavoro e di vita. Ho ripensato alla loro gioia nel poter affermare con orgoglio che qui tutto era opera loro. Sembrava quasi che Dio avesse detto ai nostri antenati: " Io ho altro da fare, sono impegnato altrove, qui pensateci voi, so che posso fidarmi e che non mi deluderete ".
Cari compaesani, pensate che oggi Dio, ripercorrendo le strade deserte, fredde, impeccabili del nostro Paese potrebbe dire:
" State facendo un buon lavoro, posso andare altrove? ": Può darsi che mi sbagli, ma le diapositive che vedrete documentano la latitanza del Pescolano. Le strade sono vuote, sono inanimate, ma dalle case non emana miseria, bensì tristezza, anche se ammantata di benessere.
Noi siamo chiamati a ricostituire questa comunità che non c’è più, che attratta dalla voracità e dal legittimo desiderio di migliorarsi si è persa, ha dimenticato gli antichi valori che l’avevano tenuta unita e l’avevano resa forte, anche se non ricca. Noi rivediamo nell’immagine riflessa nei vetri del pullman un Pesco che non ci dice più nulla, tra l’altro l’edificio non è neanche tutto costruito con la nostra pietra, lavorata dai nostri apprezzati e valenti scalpellini. Sarà stata la guerra, la televisione, saranno stati i mass-media a traviarci, a farci dimenticare le nostre radici?
Non vi chiedo e non mi chiedo di rinunciare al progresso, perché non è possibile e non sarebbe neanche giusto, vi chiedo solo di riflettere, cerchiamo insieme il modo di conciliare le nostre radici, le nostre tradizioni, la nostra cultura con il progresso, il benessere, il desiderio di vivere una vita dignitosa.
Deve esserci un modo.
Altri lo hanno trovato.
Lo troveremo anche noi.
Intanto incrementiamo le iniziative già avviate e tendenti a far nascere in quelli che sono partiti il desiderio ed il piacere di tornare qui, perché questa è ancora casa loro.

L'Autore


 

Nota Giornalistica:
NUOVO MOLISE – ISERNIA
Sabato 02 Settembre 2000

Foto e quadri d’autore Rassegna in Comune

PESCOPENNATARO – Tra le attività culturali programmate per l’Agosto pescolano, la Pro Loco ha inteso allestire una interessante mostra fotografica e pittorica. Esposta nella sala consiliare del Comune, offre al visitatore un centinaio di vedute tra foto e quadri. Autori Luigino Litterio e Nunzio Sciulli.
Il primo da tempo nutre una passione morbosa per la fotografia, tant’è che ha immortalato il suo paese natìo in oltre cinquecento diapositive.
Da vent’anni fa parte dell’Associazione Fotografica Frosinone, la quale per le attività svolte durante l’arco dell’anno, è stata premiata con il titolo BFI (Benemerita Fotografi Italia). E’ una associazione che come scopo principale ha quello di fare cultura tramite l’immagine, e così Luigino ha fatto. Angoli, scorci panoramici, volti di persone, momenti di vita paesana, strade vuote e inanimate, queste sono le sue foto.
Nel commentare le sua esposizione ha detto: « Soffro il contrasto tra il Pesco che ho nel cuore e quello che ho negli occhi » e facendo riferimento al pauroso calo demografico ha concluso: « Con queste foto vorrei far rinascere in quelli che sono partiti il desiderio ed il piacere di tornare qui, perché questa è ancora casa loro ».

Adolfo Terreri

 

 

     

 
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