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Quando la Presidentessa della
Pro Loco mi
ha chiesto di presentare Pescopennataro, non nascondo che la prima reazione è stata di
piacere e di
onore, ma subito dopo un certo panico si è impossessato di me. Ho cominciato a vivere
momenti di agitazione, perché soffro il contrasto tra il Pesco che ho nel cuore e quello
che ho negli occhi. Quando, poi sono andato a rivedere il sito Internet che ci riguarda,
alla lettura delle antiche e perché no, nobili origini, del nostro Paese, la mia
tristezza si è intensificata.
Il motivo?
Ho pensato ai nostri antenati, alla loro laboriosità, al loro radicamento su queste
vetuste rocce, alla loro compattezza, al loro spirito di sacrificio, alla loro capacità
di sapersi accontentare, alla loro intelligenza creatrice che li ha portati a forgiare con
le loro mani le loro case, le loro chiese, le loro fontane, tutti i loro servizi e
strumenti di lavoro e di vita. Ho ripensato alla loro gioia nel poter affermare con
orgoglio che qui tutto era opera loro. Sembrava quasi che Dio avesse detto ai nostri
antenati: " Io ho altro da fare, sono impegnato altrove, qui pensateci voi, so che
posso fidarmi e che non mi deluderete ".
Cari compaesani, pensate che oggi Dio, ripercorrendo le strade deserte, fredde,
impeccabili del nostro Paese potrebbe dire:
" State facendo un buon lavoro, posso andare altrove? ": Può darsi che mi
sbagli, ma le diapositive che vedrete documentano la latitanza del Pescolano. Le strade
sono vuote, sono inanimate, ma dalle case non emana miseria, bensì tristezza, anche se
ammantata di benessere.
Noi siamo chiamati a ricostituire questa comunità che non cè più, che attratta
dalla voracità e dal legittimo desiderio di migliorarsi si è persa, ha dimenticato gli
antichi valori che lavevano tenuta unita e lavevano resa forte, anche se non
ricca. Noi rivediamo nellimmagine riflessa nei vetri del pullman un Pesco che non ci
dice più nulla, tra laltro ledificio non è neanche tutto costruito con la
nostra pietra, lavorata dai nostri apprezzati e valenti scalpellini. Sarà stata la
guerra, la televisione, saranno stati i mass-media a traviarci, a farci dimenticare le
nostre radici?
Non vi chiedo e non mi chiedo di rinunciare al progresso, perché non è possibile e non
sarebbe neanche giusto, vi chiedo solo di riflettere, cerchiamo insieme il modo di
conciliare le nostre radici, le nostre tradizioni, la nostra cultura con il progresso, il
benessere, il desiderio di vivere una vita dignitosa.
Deve esserci un modo.
Altri lo hanno trovato.
Lo troveremo anche noi.
Intanto incrementiamo le iniziative già avviate e tendenti a far nascere in quelli che
sono partiti il desiderio ed il piacere di tornare qui, perché questa è ancora casa
loro.
L'Autore
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Nota Giornalistica:
NUOVO MOLISE
– ISERNIA
Sabato 02 Settembre 2000
Foto e quadri d’autore Rassegna in Comune
PESCOPENNATARO –
Tra le attività culturali programmate per l’Agosto pescolano, la Pro
Loco ha inteso allestire una interessante mostra fotografica e pittorica.
Esposta nella sala consiliare del Comune, offre al visitatore un centinaio
di vedute tra foto e quadri. Autori Luigino Litterio e Nunzio Sciulli.
Il primo da tempo nutre una passione morbosa per la fotografia, tant’è
che ha immortalato il suo paese natìo in oltre cinquecento diapositive.
Da vent’anni fa parte dell’Associazione Fotografica Frosinone, la
quale per le attività svolte durante l’arco dell’anno, è stata
premiata con il titolo BFI (Benemerita Fotografi Italia). E’ una
associazione che come scopo principale ha quello di fare cultura tramite
l’immagine, e così Luigino ha fatto. Angoli, scorci panoramici, volti
di persone, momenti di vita paesana, strade vuote e inanimate, queste sono
le sue foto.
Nel commentare le sua esposizione ha detto: « Soffro il contrasto tra
il Pesco che ho nel cuore e quello che ho negli occhi » e facendo
riferimento al pauroso calo demografico ha concluso: « Con queste foto
vorrei far rinascere in quelli che sono partiti il desiderio ed il piacere
di tornare qui, perché questa è ancora casa loro ».
Adolfo Terreri
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