C’è una collezione minima e… pungente

In punta di pennino


Il piu' piccolo?
Quattro
millimetri!
Il piu' vecchio
3300 anni!

 

        

 

 

ci3.gif (5228 byte) 'è chi colleziona francobolli, chi schede telefoniche e chi penne e oggetti per scrivere: questi ultimi collezionisti si chiamano calamofili.

A sei anni, sui banchi di scuola elementare il mio primo incontro (impatto non facile ma simpatico) con pennino e calamaio. Poca dimestichezza, molte macchie sul banco e quaderni. E’ così che un giorno, ripercorrendo il mio iter scolastico, mi sono imbattuto in una calamofila. In una scatolina civettuola stavano stipati un centinaio di pennini. Tutti ben puliti, lucidi, pronti per scrivere. Mi sono incuriosito e un giorno, camminando per il famoso mercatino dell’Antiquariato di Frosinone (prima domenica del mese), incontrando bancarelle di venditori, m'interessai ai loro favolosi pennini. Ne raccolsi alcuni. Li sentii raccontare… M'incantai...

Cominciai questa mia collezione.

Il ricordo di ragazzo, il primo approccio con questo strumento, che ancora oggi è una parte della mia espressione interiore e professionale suscitando in me affetto emozionale e senso di devozione.

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BREVE STORIA

I primi ad usare il pennino di metallo furono gli antichi Egizi. Nella tomba del faraone Ramsete II ne sono stati trovati di vecchi di 3300 anni.

In Europa si cominciò a produrli artigianalmente in Inghilterra, intorno al 1550. Si passò dalla penna d’oca al pennino perché le penne d’oca presentavano difetti: si dovevano intingere continuamente nell’inchiostro, si consumavano in fretta ed erano sensibili alle condizioni atmosferiche.

La produzione industriale del pennino comincia intorno al 1800. I primi… industriali del pennino sono Gillot, Mason e i fratelli Mitchelli. I costi calano, al punto che 144 pennini industriali costano quanto uno prodotto artigianalmente. La richiesta cresce e la produzione viene accelerata. Si calcola che dal 1830 al 1950 a Birminghan ne furono prodotti 125 miliardi!

Entriamo nell’era dell’acciaio. Con una tonnellata se ne fanno 1.700.000! L’acciaio veniva lavorato in lastre poi tagliate in strisce e passate sotto le presse. Il lavoro era fatto da donne: un’operaia produceva dai 18 ai 36 mila pezzi al giorno, mentre dai 14 ai 20 mila pennini venivano quotidianamente forati e tagliati da un’altra. I tagli e i fori davano elasticità e capacità di trattenere l’inchiostro. Raggiunta la giusta forma, venivano temprati, cioè induriti, mettendoli in forno per 30 minuti a 800 gradi. Il controllo della temperatura avveniva ad occhio: i pennini dovevano prendere un colore rosso fuoco. A questo punto venivano ritirati, raffreddati, puliti e poi rimessi in forno ad una temperatura tra i 180 e i 350 gradi per renderli flessibili. I pennini assumevano un colore blu. Se in queste due lavorazioni le temperature erano troppo basse o troppo alte occorreva, nel primo caso, rifare il lavoro da capo, nel secondo buttare via tutto!

 

Gli eredi dei pennini

Che problema andare in giro con inchiostro, calamaio, pennino e cannuccia! Così il pennino fu soppiantato dalla penna stilografica (1884) che aveva un serbatoio per l’inchiostro. Più tardi arriva la penna a sfera, brevettata nel 1938 dall’inventore ungherese Laszlo Jozsef Biro, da cui prese il nome. Le prime biro prodotte a Chicago ebbero un successo straordinario ma, non solo macchiavano mani, tasche e camicie, capitava anche che esplodessero! Dopo gli anni ’50 comparvero i pennarelli e le penne a fibra, soprattutto usate, oltre che dai bambini, da grafici e disegnatori.

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Il poeta e il musicista

Nel 1723 il poeta Iord Byron racconta entusiasta di aver avuto un pennino ma… di non riuscire a trovarne un altro: l’aveva cercato inutilmente in ben 375 negozi. Quarant’anni dopo, la principessa di Carignano regala ad un giovanissimo Mozart pennini d’argento cesellato. Mozart, che ha solo 7 anni, gradisce il regalo ma continua a comporre usando penne d’oca.

[ Collezione di Mario Litterio ]     [ http://perso.wanadoo.fr/ccoe/ ]

 
Tipi e usi di pennini.
SCUOLA CALLIGRAFIA UFFICIO STILOGRAFICI
Lancetta Kantel 92 C
Manina oro
Torretta oro
Gobbina Baigno & Fajran
Gobbina oro N. 0,55 EF
Trionfo 900
Parlamento 126
LUS 127
Calligrafia 1938 FE
Disegno LUSM 025
Rotondo Gloria 400/2
LUS 1930 EF
LUS 1931 EF
LUS 1934 EF
Wing-Flow 1 U.S.A.
Wing-Flow 3 U.S.A.
Warranted Wing-Flow 4 U.S.A.
Astro CU 4
INOSSIDABILI NORMOGRAFO GRAPHOS Vari
Freccia d’oro 1
Freccia d’oro 2
Freccia d’oro 3
2,5
3
5
7
10
10/12
Serie A 0,1
Serie A 0,2
Serie A 0,3
Serie A 0,4
Serie A 0,5
Serie A 0,6
Serie A 0,12
Serie A 0,16
Serie A 0,25
Serie K
Serie S HB
Serie R 0,5
Serie R 1
Serie N 2
Serie T 4
Serie T 10
Presbitero EF 520
Fiore EF 62
Trionfo 900
Presbiterio EF 603
Presbiterio EF 601
Baignol & Farjon EF
Militaire 2202 Supre
Baignol&Farjon 730EF
Penna LUS 1934
A.W. Faber
Plume atome 423
Contè Treraid 0,25
Contè Treraid 0,75
Contè Treraid 2
PM2 519
 

 
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