"OPERE E CULTURA
DEGLI SCALPELLINI
E STUCCATORI
PESCOLANI
NEL MONDO"

14-20 AGOSTO 1995 – Pescopennataro.

Le origini dello scalpellino pescolano si perdono nelle notte dei tempi e risalgono, comunque, al periodo osco-sannitico, quando il sito del distrutto paese era una fortezza sannitica e, come tale, munita nella minima parte vulnerabile di mura megalitiche (o ciclopiche), di cui oggi non vi è più traccia. Le pietre di cui erano composte furono utilizzate per la costruzione del primo concentrico urbanistico. Tra il 550-250 a.C. si potrebbero collocare i due elementi decorativi, alquanto osceni, del portale della Chiesa Matrice, risalenti al tempio pagano su cui la Chiesa insiste.

Parrocchia S. Bartolomeo Apostolo

Particolari della facciata

Interno, Navata centrale

In epoca feudale, basso medioevo, vi sono alcune ombre sugli scalpellini-muratori (seu fabricatori) pescolani, ma si sa che quasi tutte le chiese di Agnone, le chiavi di volta e molti palazzi furono eseguiti dai nostri bravi maestri.
Si potrebbe ipotizzare che l’influsso artistico pugliese (in grande espansione durante il dominio angioino-aragonese) sia stato recepito dai nostri scalpellini durante la permanenza della transumanza in Puglia. Il portale artistico della chiesa di S. Emidio di Agnone è da attribuirsi agli scalpellini pescolani, si commissione del feudatario Borrello (1295). Tuttavia dal 1700 in poi la storia dei nostri scalpellini si svela compiutamente, essendo stata istituita nel paese una vera e propria scuola artistica sotto la guida di valenti maestri che rispondono ai nomi di D’Angelcola, Di Tullio, Fagnani, Litterio, Margiotta, Masciuolo, Terrera ed altri.
Questa scuola sottrasse molte unità alla pastorizia apportando un notevole vantaggio economico familiare ed un prestigio per i nostri maestri sparsi ovunque in Italia e nel mondo a costruire prestigiose, imperiture opere d’arte.
E così la pagina più bella di storia pescolana è stata scritta dal nostro "scalpellino", una pagina artistica e monumentale da ammirarsi in ogni dove vi è la sua presenza.
Chiese, monumenti, palazzi, chiavi di volta, stucchi, decorazioni, tutto parla di te – caro scalpellino – ed innalza ai fasti della gloria e dell’orgoglio questo piccolo-grande paese, fiero e superbo dei suoi figli, che, dalla sostanza amorfa, hanno saputo creare vere opere d’arte, con acuto ingegno e grande capacità.
Qui si ferma la storia dello "scalpellino" pescolano e del suo estro artistico, ora non più in uso per la stridente sovrapposizione dei surrogati moderni.