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PESCOPENNATARO
Il piccolo centro di Pescopennataro si
trova all’interno di un territorio a nord del Molise che confina con
l’Abruzzo sopra spuntoni di roccia che lo accolgono e lo circondano
dando l’etimologia al suo stesso nome.
Non è difficile capire che la roccia, la
pietra, è un elemento imprescindibile della vita dei suoi abitanti, i
quali, sottoposti al clima rigido di un’altitudine di 1.190 m. s.l.m.,
vivono in case costruite con pietre lavorate in forme perfette tutte a
vista, con eleganti portali ornati con elementi scultorei di vario tipo.
La cultura della lavorazione della
pietra, che adesso è andata in disuso per i moderni sistemi di
costruzione, ha accompagnato da sempre il territorio di Pescopennataro
ed è stata così eccellente che i maestri scalpellini ed i costruttori
non solo venivano richiesti nei territori circostanti ma sono andati in
giro per l’Italia e poi per tutto il mondo esportando delle capacità che
si sono diffuse ovunque ed, in seguito, sotto forme diverse.
Ora che il lavoro artigianale, legato
alla fatica manuale spesso molto dura, non è più necessario e certe
tecniche sono andate in disuso per l’affermarsi delle tecnologie (con
tutte le conseguenze che ne derivano) perdendosi una tradizione non
rinnovabile dalle nuove generazioni, abbiamo il dovere di ricordare
coloro che ci hanno preceduto e che, vissuti in un piccolo paese, sono
stati, per quanto riguarda la loro peculiarità, uomini grandi.
Questo Museo vuole dimostrare che “nulla
nasce dal nulla”. La grande abilità dell’uomo scalpellino di
Pescopennataro viene da molto lontano, viene dalla preistoria.
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LO SCALPELLINO PESCOLANO
Le origini dello scalpellino pescolano si
perdono nella notte dei tempi e risalgono, comunque, al periodo
osco-sannitico, quando il sito del distrutto paese era una fortezza
sannitica e, come tale, munita nella minima parte vulnerabile di mura
megalitiche (ciclopiche), di cui oggi non vi è traccia, per essere state
utilizzate nella costruzione del primo concentrico urbanistico.
Alla stessa epoca (550-280 a.C.) si potrebbero collocare i due elementi
decorativi, (Fig. 1 e 2) alquanto osceni, del portale della Chiesa Matrice, risalenti
al tempio pagano su cui la Chiesa insiste.
In epoca feudale – basso medioevo – vi sono alcune ombre sugli
scalpellini-muratori (seu fabricatori) pescolani, ma si sa che quasi
tutte le chiese di Agnone, le chiavi di volta e molti palazzi furono
eseguiti dai nostri bravi maestri.
Si potrebbe ipotizzare che l’influsso artistico pugliese (in grande
espansione durante il dominio angioino-aragonese) sia stato recepito dai
nostri scalpellini durante la permanenza della transumanza in Puglia.
Il portale artistico della Chiesa di S. Emidio di Agnone è da
attribuirsi agli scalpellini pescolani, su commissione del feudatario
Borrello(1295).
Tuttavia dal 1700 in poi, la storia dei nostri
scalpellini si svela compiutamente, essendo stata istituita nel paese
una vera e propria scuola artistica, sotto la guida di valenti maestri
che rispondono al nome di Di Tullio, Masciuolo, D’Angelcola,Margotto,
Fagnani, Litterio, Terrera ed altri. Questa scuola sottrasse molte
unità alla pastorizia, apportando un notevole vantaggio economico
familiare ed un prestigio per i nostri maestri sparsi ovunque in Italia
e nel mondo a costruire veri capolavori ed imperiture opere d’arte.
E così la pagina più bella di storia pescolani è stata scritta dal
nostro scalpellino, una pagina artistica e monumentale da ammirarsi in
ogni dove vi è stata la sua presenza.
Chiese, monumenti, palazzi, chiavi di volta, stucchi, decorazioni, tutto
parla di te – caro scalpellino – ed innalza ai fasti della gloria e
dell’orgoglio questo piccolo-grande paese, fiero e superbo dei suoi
figli, che, dalla sostanza amorfa, hanno saputo creare grandi tesori
d’arte, con acuto ingegno e grande capacità.
Qui si ferma la storia dello scalpellino pescolano e del suo estro
artistico, ora non più in uso per la stridente sovrapposizione dei
surrogati moderni.
Prof. Antonio Arduino
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PESCOPENNATARO
“MUSEO DELLA PIETRA”
Pescopennataro,
02/08/2006
da Nuovo
Molise Oggi
Pescopennataro: Sarà
inaugurato nel pomeriggio di sabato 5 agosto il “Museo Civico del
Pietra” che porterà il nome di Chiara Marinelli, agnonese di nascita,
venuta a mancare in tenera età.
L’attivazione di codesto
museo è stata fortemente voluta dall’amministrazione guidata da Sciulli
per ricordare i numerosi scalpellini pescolani che lavorando la pietra
si sono resi famosi non solo in Regione e in Italia, ma anche
all’estero.
I lavori da essi
realizzati sono costituiti da balaustre e acquasantiere di tante chiese,
da fontane, da cappelle gentilizie, da cippi funerari, da portali e per
questo motivo al piccolo centro gli è stato attribuito l’appellativo
come il paese dei “Maestri della Pietra”.
Oggi giorno a
Pescopennataro, a tenere viva una tradizione che si tramanda da tre
generazioni è Mario Lalli un preciso e raffinato scalpellino artefice di
lavorati caminetti, mortai e oggettistica varia.
La farfalla del logo di
Piacere Molise porta la sua firma. A seguire le orme del padre è il
giovane Edoardo che di questo mestiere ne sta facendo tesoro. Allievo di
Pasquale Napoli, ha già avuto lusinghieri successi in diverse mostre. La
cerimonia inaugurale inizierà con un raduno davanti la casa municipale
per poi sfilare lungo il corso principale sino a raggiungere il
Monumento dei Caduti per la deposizione di una corona di alloro.
Nel piazzale antistante
la sede del museo porgerà i saluti il sindaco Pompilio Scialli, nonché
l’Assessore Regionale Franco Giorgio Marinelli e il Presidente della
Provincia di Isernia Raffaele Mauro.
A relazionare sarà lo
storico Natalino Paone con gli interventi degli studiosi Fortuna
Diavolini, Paola Patriarca, Michele Di Tullio, Domenico Pellegrino e
l’Assessore Regionale al Turismo Rosario De Matteis.
Le conclusioni sono
state affidate al Presidente della Giunta Regionale Michele Iorio e a
moderare sarà il Direttore del Museo Antonio Arduino.
Al termine della
cerimonia è previsto un ricco buffet per tutti.
Adolfo Terreri
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Pescopennataro,
07/08/2006
da Nuovo
Molise Oggi
Pescopennataro:
Alla presenza di tante personalità politiche regionali e
provinciali, autorità militari, sindaci dei paesi limitrofi e un folto
pubblico, sabato pomeriggio è stato inaugurato il “Museo Civico della
Pietra”.
La cerimonia ha avuto inizio con un corteo che preceduto dal gonfalone
del comune, si è snodato lungo il corso principale del paese sino a
raggiungere il monumento dei Caduti, ove è stata deposta una corona di
alloro.
Subito dopo la benedizione della struttura da parte di monsignor Antonio
Iacovetta, il sindaco Pompilio Sciulli in una sua breve allocuzione nel
ringraziare i presenti, ha ripercorso le principali tappe che hanno
portato Pescopennataro ad essere definito il paese dei “Maestri della
Pietra”.
A seguire il discorso di Paola Patriarca, che visibilmente commossa, ha
avuto ringraziare insieme a suo marito Armando Marinelli non solo
l’amministrazione comunale per aver intitolato il museo alla loro figlia
Chiara venuta a mancare quando aveva solo venti mesi, ma anche i suoi
genitori Pietro e Fortuna che in omaggio alla loro nipotina hanno donato
al museo una considerevole quantità di armi, utensili in selce
scheggiata e oltre un migliaio di reperti litici rinvenuti in località
Rio Verde.
Questo interessante materiale può essere ammirato nei due ampi saloni
che lo studioso nonché direttore del museo Antonio Arduino, ha
sapientemente collocato.
Non mancano testimonianze fotografiche riproducenti monumenti, fontane,
chiavi di volta, portali e i sofisticati attrezzi del mestiere usati
dagli scalpellini pescolani per modellare la pietra.
L’apertura di questo nuovo polo culturale farà sicuramente di
Pescopennataro una tappa obbligatoria per i turisti, per gli studiosi e
per quanti altri avranno il desiderio di visitare le zone frequentate ed
abitate dai nostri progenitori.
Ha tagliato il nastro tricolore il Presidente della Giunta Regionale
Michele Iorio.
Adolfo Terreri |
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Pescopennataro, 11/08/2006
Pescopennataro:
L’Associazione Turistica Pro Loco ed lo Sci Club “Enrico
Muracchio” di Pescopennataro, organizzano per il giorno 14 agosto, con
inizio alle ore 16,30, una Staffetta Mista skirollistica, podistica,
ciclistica.
Giunta all’ottava edizione, la gara, anche se a livello amatoriale sta
prendendo sempre più piede e agli organizzatori è di già pervenuto un
alto numero di iscrizioni.
Ogni squadra è composta di tre concorrenti, a partire per primo sarà lo
skirollista che dopo aver percorso una distanza di Km. 2,5 dovrà dare il
cambio al podista che effettuando un circuito di Km. 5, alternato da
tratti di strada asfaltata, erba e sterrato, giunto al traguardo farà
partire il compagno di squadra che in mountain – bike seguirà lo stesso
percorso.
Alla prima squadra classificata della categoria maschile come premio
andrà un Trofeo e la somma di 250 euro.
I primi tre concorrenti sia della categoria femminile che giovani
riceveranno una coppa e omaggi vari in natura e a tutti i partecipanti
verrà distribuito un pacco dono.
Le iscrizioni scadranno un’ora prima della partenza e ogni atleta dovrà
pagare una quota pari a 5,00 euro.
La manifestazione si concluderà con un intrattenimento musicale in
piazza.
Adolfo Terreri

Foto di Adolfo Terreri |