Antiche cronache italiane

Gli amici raccontano
quella lontana sera del mese di maggio (A.D. MCMXLV) ci fu un fermento strano nellagglomerato urbano sannitico di antichissime origini storiche, dallinusuale nome di Isernia.
I primi passanti, un po assonnati e un po distratti, non credevano ai loro occhi nel riconoscere in un individuo dalle singolari sembianze somatiche (al secolo Luigino Litterio) il diretto discendente di quellultramillenario "Homo Aeserniensis", che proprio in terra molisana (Pescopennataro) nacque, visse e prolificò. Accomunava l"Homo" preistorico con il contemporaneo la stessa andatura, la stessa espressione del viso, il medesimo sguardo. La gente sempre più incuriosita si fermava ad osservare lincredibile reincarnazione delluomo vissuto in quegli stessi luoghi un milione di anni addietro e forse più Ora era ritornato con il preciso scopo di "reclamizzare" quel piccolo e sperduto angolo del mondo.
In poche ore il caso così "sui generis" divenne di pubblico dominio e finì sui giornali, in pagina locale e addirittura nazionale. Titoli a carattere cubitali riempirono le prime pagine dei quotidiani: "Il ritorno del cavernicolo" "Lo yeti è stato avvistato in quel di Isernia" "Dopo lapparizione di Gesù in Ciociaria, lapparizione delluomo delle nevi in Molise".
La Procura della Repubblica, le forze dellordine, il Vaticano (persino): tutti si mobilitarono per trovare una plausibile spiegazione del mistero. Sofisticate apparecchiature scientifiche dimostrarono, in seguito, che lapparizione aveva fondamento concreto. Si trattava di un semplice caso di ibernazione. Il primitivo uomo, rimasto per millenni ricoperto da una spessa coltre di ghiaccio, si era infine risvegliato (dopo aver girovagato in terra sarda) in territorio ceccanese e da lì aveva raggiunto Isernia
Qualche settimana dopo linaspettata e prodigiosa ricomparsa dello "yeti molisano", quando già le acque si erano acquietate, di nuovo lopinione pubblica della nostra penisola [terra di artisti, di musicisti e di ogni sorta di Miracoli (specialmente nel centro-sud) come ognuno sa e la storia tramanda ] fu scossa : il teatro del sensazionale episodio questa volta fu Roma.
I fatti si narrano così: mentre un folto gruppo di persone, di ogni età e nazionalità, sostava davanti allingresso dei Musei Vaticani in attesa di entrare, si fa largo tra la folla Lui, il Profeta, il MESSIA, nientaltro che un ometto dai capelli corti e rossi, dal volto impertinente e dagli occhi vivi. Cosa, dunque, faceva ravvisare in lui il portatore di un nuovo, rivoluzionario messaggio evangelico? La sua grinta "carismatica", il suo aspetto ieratico gli conferivano una decisa aria di mistero e di superiorità.
Tali doti sovrannaturali si
concretizzarono immediatamente in un viaggio tra le meraviglie artistiche dei Maestri
dellArte figurativa, durato tanto quello di Dante nei tre regni ultraterreni.
Linfaticabile "mangiatore" di arte antica e moderna aveva, però, un
segreto svelato dalle cronache del tempo
: ogni mattina soleva rifocillarsi con un
filtro dai poteri eccezionali, un antico filtro molisano a base di peperoncino, pepe,
paprika e zafferano. Ciò bastava a renderlo scattante e sicuro in ogni circostanza...
Un gruppo di amici professori (Maria Luisa Caticchio, Anna Abis, Filomena De
Santis, Michele Di Lorenzo)
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Non si può negare che il cammino
artistico del Nostro ha sempre avuto, pur nella sua evoluzione, laccompagnamento
melodico della sua amata terra. Dalla natura molisana ha assorbito laspetto più
genuino, cioè lattenzione per il reale abbellito e soffuso da luci e chiaroscuri
che solo chi possiede una forte sensibilità e senso del bello possono cogliere e
comunicare. Quellintuizione del reale, dei particolari più semplici e più
emozionanti, la ritroviamo soprattutto nel suo ultimo mezzo espressivo: la fotografia.
Attraverso la fotografia sono colti momenti di vita quotidiana, sono sublimati gli oggetti più semplici e soprattutto sono fissati gli aspetti della natura che, aldilà di ogni forma intellettualistica, evocano la ricerca, forse inconscia, di ogni spirito moderno, del semplice, del bello e del puro.
E questa la grande intuizione di Luigino Litterio: chiunque riesce a cogliere il suo messaggio gli deve la stessa riconoscenza che ha riservato ai grandi dellarte che da secoli accompagnano e consolano gli animi più sensibili.
Chiedo: Possono le spezie di una terra che ha dato "tali natali" avere questo potere che per la verità mi sa di miracolo? |
Ma il caro Luigino stupisce ben oltre quanto già
egregiamente espresso, perché tutto sommato quando fa miracoli con lobiettivo, col
grandangolare, con la macchina da presa, non fa che sfruttare, esaltare dei mezzi che sono
nati per cogliere e consacrare nel tempo attimi di estasi ed angoli di Paradiso. E questo
egli lo fa alla perfezione; perché ha una tale familiarità con lobiettivo che è
come se esso fosse il suo occhio fuori del suo corpo. Si, tutto questo, ribadisco può
essere perfettamente normale, rappresentando la perfetta sintonizzazione con un oggetto
nato per fare arte, per cogliere larte nella vita, per fare della vita unarte.
(Prof.ssa Maria Cioffi)
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Quello che, invece, sorprende in
Litterio è il suo rapporto con il computer, sì con il Computer, con una macchina nel
vero senso della parola, nata per fare la macchina. Anche qui lamico è riuscito a
penetrare nellanima dellattrezzo. Forse non pensavate che il PC potesse avere
unanima! Ebbene per Luigino questo emblema della società dei consumi, questo
ammasso di fili, questo blocco di plastica si anima, parla, si esprime, sente, partecipa,
ammicca, si esalta, diventa una persona. Al Computer il Nostro molisanetto fa fare
miracoli, ci parla, lo piega a qualunque, dico qualunque esigenza, lo fa diventare un
interlocutore, un amico a cui si può chiedere di tutto. Vederlo allapparecchio è
come vedere Liana Orfei al Circo, giocherellare, fare cose strabilianti con i suoi
duttili, agili, docili, intelligenti sentimentali elefanti. Sì, Litterio al Computer è
proprio un mago, un prestigiatore che conosce tutti i segreti per ottenere tutto, ma con
garbo, con rispetto, con delle mani vellutate da alta chirurgia che impone mentre
asseconda e pretende dal mezzo meccanico con una tale grazia che ottiene sempre ciò che
vuole, come se fosse la cosa più naturale del mondo, senza mai esagerare, con il tocco
delicato e deciso di chi chiede imperando. Oplà! E il miracolo si rinnova.
(Prof. Luigi Aversano)
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| ... hanno detto di lui ... |
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GIORGIO ARMANI: |
« La sua eleganza ha fatto scuola ! » |
| DONATELLA VERSACE: |
« Per le mie creazioni prendo sempre ispirazione dalle sue opere ! » |
| OLIVIERO TOSCANI: | « Le mie fotografie ? Niente se confrontate con le opere del grande Maestro ! » |
| LITTLE TONY: | « Il segreto del mio look ? Ho sempre chiesto consigli a Litter Lui ! » |
| RICHARD GEERE: | « Non è facile trovare lavoro adesso che ci sono in giro sex-symbol come lui !! » |
| SOFIA LOREN: | « E' proprio peccato che vada in pensione ! Che v'aggia dicere ? Accattatevillo !! » |
| MICHELANGELO: | « Nella mia epoca non ho avuto rivali ! Fortuna che Litterio sia un pittore del '900 !! » |
| MOIRA ORFEI: | « Quando era giovane gli dicevo sempre: che ci vai a fare a
scuola da quelle bestie feroci ? Mo vieni qui al zirco, dalla tua Moira che almeno le mie bestie capiscono molto di più dei tuoi alunni !!! » |
| ALDO BISCARDI: | « Un commento da prima pagina su Luigino, molisano come me
?!? Lu igino, Lu professore, Lu pittore, Lu scultore, Lu fotografo, Lu collaboratore, Lu omo, Lu pensionato ! Ecco un titolo superlativo per Lu processo !!! » |
| (Giugno 2002, Un gruppo di colleghi ed amici della Scuola
Media Ceccano) E LUI... HA DETTO DI LORO: |
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LE FOTO DI LUIGINO LITTERIO. IMPRESSIONI DI MARIO LITTERIO Vedo spesso e con
particolare curiosità le sue FOTO e ogni volta mi ritrovo immerso in un
sogno interminabile e nostalgico che mi riporta indietro, molto indietro
negli anni, facendomi tornare a rivivere idealmente in quel contesto
socio-ambientale affettivamente intenso e caro ai miei ricordi d’infanzia
e di gioventù. |
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